forse

domenica 26 marzo 2017

Pigrizia d.o.c.

Non molto tempo fa gli sforzi organizzativi di ciascuno erano destinati alle giornate ricche di impegni ed incombenze.
L'inizio della rovina furono il telecomando quanto i pulsanti avanti-indietro-veloce sui mangianastri. In seguito gli smartphone con il meteo in tempo reale hanno reso anche gli ultraottantenni persone frettolose che si fanno venire il malanimo per una coda alle Poste anche se dopo non hanno proprio niente da fare.
Al giorno d'oggi è la giornata della pigrizia che necessita di un'accurata organizzazione. 
Per cominciare i telefoni vanno spenti dopo aver avvertito i più stretti congiunti di trovarsi all'estero per un w.e. sfruttando il peculiare terrore che molti coltivano al pensiero di spendere qualche centesimo fuori dal piano tariffario pur sprecando denaro in molti altri ambiti, ma il-telefono-no.
Un'equa scorta di salti-in-padella, patatine, bibite in lattina e le varie schifezze alimentari cui il vero pigro ama lasciarsi andare produrranno qualche metro cubo di rifiuti: è opportuno munirsi di un capiente sacco per raccolta indifferenziata.
Per finire la postazione divano.
Cuscini e plaid per ogni esigenza posturale, televisore e uno spazioso tavolino da salotto con ogni genere di passatempo, dai libri ai giochi per pc (non si sa mai) e supporti idonei per bicchieri e lattine (i liquidi rovesciati rovinano qualunque festa).
Evitare con cura di lasciarvi sfuggire anche un solo "like" sui social, i più accaniti impiccioni - non so come - riescono ad intercettare pure quelli.
Superfluo specificare che il giorno della pigrizia richiede più che solitudine un vero e proprio isolamento.
Quindi buona domenica.