forse

domenica 6 novembre 2016

Imbufaliti

Internet è bello e strepitoso perché si lascia scrivere, chiunque (me compresa) può affermare qualunque cosa.
Sembrava lecito aspettarsi una generazione di lettori attenti e smaliziati preparati a verificare le fonti e l'attendibilità delle "notizie" che spesso sono bufale palesi divulgate in modo anche ingannevole da quotidiani on line di dubbia testata con la sezione "barzellette" nel menù di navigazione.
Poco fa ho letto l'ennesimo finto articolo che insinua (non afferma) che in Inghilterra, una non particolarmente nota associazione di consumatori avrebbe eseguito delle analisi su alcuni kebab e - non essendo riusciti ad individuare tutti gli ingredienti di alcuni di questi (senza dire quali), si insinua che potrebbero contenere carni di gatto, cane o ratto!
Immagino che in Inghilterra qualcuno potrebbe scrivere della pizza italiana insinuando che la farina sembrerebbe tagliata con il talco e che nella mozzarella si potrebbe trovare della paraffina... tanto quando non dici quale kebab e quale pizza nessuno può denunciarti.
Quindi io potrei acquistare alcune merendine al supermercato - o anche limitarmi ad affermarlo - e sentirmi libera di i-n-s-i-n-u-a-r-e che potrebbero contenere escrementi di scimmia o purea di cervello di internauta: usando toni adeguatamente allarmistici potrei convincere un nutrito numero di babbei che facendo rimbalzare la non-notizia, in pochi minuti la ridurrebbero a: "allarme merendine! escrementi e resti umani negli ingredienti!"
Con Google potrei diagnosticarmi le peggiori malattie, risalire a parentele con nobili famiglie mai esistite e rimediare frotte di imbecilli per prendere un caffè e restarci male.
La gente si suicida per essere sputtanata sui social e forse dovremmo ritrovarci anche un po' di umanità perché usare una macchina non è essere una macchina.