forse

martedì 25 ottobre 2016

Qualcosa da respirare

Quando l'estate esagera mettono il numero verde per chi rischia di non farcela a sopportare, ma quando invece è l'autunno tocca arrangiarci a respirare in acqua senza branchie.
Avere la testa tra le nuvole in senso figurato non è affatto male, ma in senso letterale si tratta di una situazione... bagnata, una nuvola grigia e appiccicosa ci avvolge e inzuppa tutto anche sotto all'ombrello e visto che fa un caldo assurdo le scarpe da pioggia completano un quadro simile a tortura.
Somiglia ad una notte estiva digerita e vomitata questo giorno d'autunno nelle nuvole color chissà e più di venti gradi, un figlio scostumato di quella natura idealizzata da poeti, cantautori e pure dalla pubblicità.
Autunno caldo... e sporco!
Proprio come se il cielo indispettito stesse usando queste gocce d'acqua per restituire al pianeta tutte le schifezze che di continuo gli lanciamo addosso, neanche il cielo ci porge l'altra guancia: occhio per occhio e polvere sottile per polvere sottile, senza scampo.
La mia stagione preferita è quando ho qualcosa di decente da respirare.