forse

sabato 6 agosto 2016

Ti è piaciuto?

Quando la gente sa che scrivi è come quando viene a sapere che fai il medico. 
Non importa che tu sia un mago del bisturi o uno svogliato dermatologo, tutti vorranno parlarti dei loro sintomi e malanni. 
Così se sei scrittore ti ammorbano con aneddoti noiosi dicendo: "potresti scriverlo in uno dei tuoi libri!" ed io ho cominciato a chiedermi se posso sopportarlo.
Il primo che mandai a quel paese fu un amante mediocre: invece del solito "ti è piaciuto?" prese a dirmi boiate come: "dovresti scrivere di noi". 
A dire il vero già il "ti-è-piaciuto?" l'ho sempre digerito poco, ma rientra in quel genere di consuetudine che si rinuncia a contrastare perché in fondo non fa male... però il pensiero di dare una dignità letteraria a qualche banale scopata fece di me quel genere di medico dalle terapie radicali: amputare!
Poi fu il turno delle amiche dalle relazioni complicate; insomma ho bassa tolleranza per chi preferisce sentirsi la protagonista di un romanzo piuttosto di riconoscersi zoccola... non è per giudicarle, ma è l'umiliazione che infliggono al genere femminile a disturbarmi.
Preferisco i personaggi con il lato oscuro e spesso un po' meschino che camuffano dietro a rispettabili facciate: di questi sì che ne scrivo, ma come piace a me.
Parlo di loro cambiando qualche dettaglio badando di non stravolgerne il carattere: perché amo infliggere il logorio del dubbio.
...e no, non scriverò mai di me e della mia vita perché se fosse così interessante non avrei il tempo di scriverne.