forse

giovedì 4 giugno 2015

Tuttologia

Ho smarrito un coso, uno di quegli oggetti che non hanno un nome.
Il coso che ho smarrito era una specie di spillone in acciaio che era in dotazione non ricordo con quale macchinario. Ci facevo di tutto: riprendevo le maglie cadute dei maglioni, ci aggiustavo la bigiotteria, funzionava da tasto ovunque il tasto fosse assente e anche le chiusure lampo rotte, certo non lo usavo di continuo, ma sapevo di possedere quell'utensile miracoloso sopravvissuto a ben sette traslochi.
Non lo trovo più e non ho voglia di frugare per tutta la casa, potrei non ritrovarlo e soffrirei.
Così mi sono accorta di cosa davvero manca in questa casa che nemmeno si potrebbe chiamare casa quando manca "il cassetto delle cianfrusaglie".
Di solito è il primo cassetto in alto dei mobili in cucina, quel cassetto bellissimo che non ha mai bisogno d'essere riordinato eppure ci trovi sempre tutto: spago, nastro adesivo, elastici, spiccioli, tappi di sughero, forbici e forbicine, fermacapelli, viti chiodi e guarnizioni... insomma il cassetto dove il "coso" lo ritroverei di certo.
Sarà anche bello vivere nel futuro, ma ho un ricordo stupendo che stava nel cassetto delle cianfrusaglie di mia madre; era una bustina super ingiallita del lievito Pane Angeli, sul retro c'era una ricetta infallibile che nessuno si è mai sognato di ricopiare perché il cassetto delle cianfrusaglie è il Google della casa.