forse

venerdì 30 maggio 2014

Diplomazia

Finirò per andarmene, isolarmi, metterò i telefoni nel forno a microonde, mi nasconderò per scrivere in santa pace e dormire tutte le ore che ho bisogno.
Adesso fatemi capire cosa sarebbe questa moda di voler essere a tutti i costi un personaggio delle mie storie? Ma davvero vi sembra di essere tanto interessanti?
Mi avete annoiata a morte nella vita reale che potrei crollare addormentata sulla tastiera.
Certo che anche nell'essere banali, meschini e provinciali, ignoranti e maleducati; insomma, nel fare schifo in genere, per finire in un racconto qualcosa più di zero è necessaria.
Forse non è che non ho tempo, il fatto è che preferisco dormire piuttosto di stare impantanata in faccende inutili e preferisco un bel libro a uno che parla solo di sé, non fa l'esploratore e ride soltanto lui delle sue battute idiote.
Sono stata accusata di non essere sincera, io la chiamo diplomazia: quel mandare giù un pranzo disgustoso dicendo "ma che buono" ed ammirare arredi da film horror con pizzi inamidati, il bel salotto buono ed il giardino dove qualcuno potrebbe soltanto rimediare un attacco d'orticaria o trovare lo spunto per impiccarsi dalla noia, magari su quel pino che aveva piantato il nonno o chissà-chi.
Davvero qualcuno vorrebbe la verità quando si tratta di qualcosa come: "sei interessante quanto un calorifero a ferragosto"?
Perché nessuno ti accusa di mentire quando spari cretinate del tipo: "le misure non contano", "senza capelli sei sexy" o "quella pancia ti rende interessante", sono balle, queste sì...
Anche se in questo momento non è incinta, non vuol dire che non sia proprio la tua "la mamma degli imbecilli": la diplomazia non è un'arte, ma un mezzo di sopravvivenza.