forse

lunedì 28 aprile 2014

Mutande d'acciaio

Ph. Franco Wendler (grazie)
Lamentarsi del maltempo di lunedì è come parlare di mal di pancia durante un'epidemia di peste.
Ieri ho saputo che la moda tra le giovani fanciulle sono capelli color rosso Ferrari... insomma, non si va più dal parrucchiere, ma dal carrozziere.
Non mi stupisco delle mode quanto dell'essere rimasta all'oscuro di cosa combinano i giovanissimi, questi bravi ragazzi che vivono esistenze parallele con la mia di donna adulta, irritata dall'abuso di Whatsapp da parte di chi dovrebbe saper scrivere e parlare.
Sono scema per ragioni di pura distrazione, la mia "buona educazione" certe volte mi fa sentire come i cani di Pavlov... poi mi rompo e rifletto.
Dopo le attente riflessioni, di solito, la smetto di essere scema e faccio la cretina. 
Uno spasso garantito fingere di comprendere solo alla lettera, non possedere intuito né esperienza, e dire cose "carine" di un'ambiguità angosciante.
Quanta gente ha marinato la scuola proprio nelle giornate in cui c'erano le lezioni di sensibilità, quando spiegavano che esistono numeri che non si potranno mai sommare... gente che ha creduto di non andarsi a ritirare lo zaino gratuito di buon senso messo a disposizione dalla vita... perché era un peso inutile.
Chi non distingue un fiore da un bottone indossa l'anima alla rovescia e non lo sa.
Gli analfabeti dell'amore scrivono frasi copiate dai Baci Perugina su Whatsapp, finita la scatola di cioccolatini si sentono autorizzati a domandarti se porti le mutande.
Certo, quelle di acciaio, me le fa il carrozziere.