forse

martedì 11 marzo 2014

Quel paese

Domandarsi perché delle cose è uno sport inutile che non fa nemmeno dimagrire, ma non riesco a farne a meno.
Questo nuovo "governo" pareva che chissà cosa doveva fare e anche con una certa fretta... e poi? Inciampa tra collant e autoreggenti, camicette bianche, giubbotti neri, ballerine e tacchi a spillo e come faccio a non ridere.
A Trieste c'è un detto saggio: "la roba per forza no val un scorza" e forse non lo devo neanche tradurre.
La parità dovrebbe consistere nel permettere alle donne di sbattersi quanto molti esseri mononeuronati tipo Alfano, per fare politica e non di costringere gli schieramenti politici a reclutare quattro sgallettate inutili a fare politica come parlare di idiozie dal parrucchiere.
Non sento la necessità di sentirmi più rappresentata se anche il ministro ha le mestruazioni, il mascara che sbava o la calza smagliata... mi sentirei rappresentata da ministri intelligenti e quello che hanno tra le cosce poco importa.
Voglio le quote q.i., dei test attitudinali, titoli di studio validi... a me queste scemenze m'hanno rotto.
Tanto va a finire che se dici che la Boldrini è scema è pronta a gridare all'attacco sessista, se dai del demente a un nero sei razzista e se dici che Alfano è un imbecille sei un comunista mangiatore di bambini.
Quindi?
Mandarli a quel paese?
La trieste scoperta del giorno è che "quel paese" è proprio il nostro.
Avanti il prossimo.