forse

sabato 10 giugno 2017

Nostalgia di parola

Questa mattina al supermercato ho udito una conversazione fra due signori in età ché parlavano a mo' di comizio: inveivano contro quegli "inutili laureati" che non capiscono niente. 
Siamo alla frutta, ho pensato, anche se stavano davanti al banco dei salumi.
Mi sono trattenuta dal chiedere loro se si farebbero operare a un rene da un'esperta infermiera o se affiderebbero il progetto della loro casa a un muratore perché l'ignorante-fiero-di-non-aver-studiato spesso è aggressivo e fa valere le proprie ragioni alzando la voce o usando il turpiloquio.
Lo sconforto si è accentuato durante la lettura del quotidiano dove più d'un bue da del cornuto all'asino usando frasi come "essi non sanno" senza dire cosa e nemmeno chi, evitando di metterci al corrente e lasciando noi lettori in un non sapere dal sapore di frode.
Umberto Eco disse "i social hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli" e in molti casi è vero, ma io trovo più dannosi quelli che il diritto di parola l'hanno ottenuto con la tessera del partito perché si sono appropriati dei grandi mezzi di comunicazione e perché peggio di un imbecille c'è solo un imbecille in malafede.
...eh niente, sto invecchiando e sperimento la nostalgia brontolando in rete.