forse

giovedì 6 aprile 2017

Un caffè per l'anima

Se un giorno dovessi scrivere poesie sicuramente ne dedicherei moltissime al caffè.
Lo definiscono amaro per dire che non c'è lo zucchero, ma non lo è mai del suo, però può fare schifo... e un caffè schifoso è come un uomo affascinante che ti fa cadere le braccia appena si mette a parlare: più che un bidone, un vero tradimento.
Andiamo a prendere un caffè per trascorrere cinque minuti insieme, una scusa calda e profumata per una breve rivoluzione con la spina staccata e creare una bolla, un territorio neutrale ed inviolabile dove la complice amicizia si affida a un rituale pieno di leggerezza.
A Trieste nessuno si permetterebbe di fermarti quando dici: "vado a prendermi un caffè".
Non ho mai conosciuto qualcuno allergico al caffè e anche nelle diete più severe una tazzina al giorno è permessa.
A casa mia esiste una tradizione: "mi fai un caffè?" oppure "faccio il caffè?" sono le domande che preludono ai più intimi scambi di confidenze e angosce da dissolvere nell'oro nero dell'anima con zucchero o senza, un goccio di latte... e un biscottino?
Non farà troppo male allo stomaco quando scende e va dritto dentro al cuore.