forse

sabato 28 gennaio 2017

Straniero chi?

Assisto ad un fenomeno sociale così palese da essere taciuto a cominciare dai cosiddetti "organi di stampa". 
Chiunque abbia qualcosa di cui lamentarsi si convince di parlare di politica, questo implica la totale scomparsa del confronto perché la lite possibilmente condita di insulti fa spettacolo.
... e questa necessità di fare spettacolo che sbilancia completamente il comune sentire.
Sono nata a Trieste dove le indicazioni stradali sono sempre state in due lingue, abituata dalle scuole elementari a cognomi che finiscono per h ed altre consonanti; se hai bisogno di un bravo operaio lo vuoi serbo, si va a fare la spesa in Slovenia e alcuni affittano gli appartamenti ai cinesi ché pagano bene e puntualmente, poco importa se stanno in venti dove noi staremmo in tre.
Potrei continuare con l'elenco della strepitosa e puntuale integrazione che a mio parere ha fatto di Trieste una vera città metropolitana, all'avanguardia, ricca di arte e cultura.
Vivo con un amico immaginario alieno che mi ha domandato come mai uno con il cognome che finisce per "ch" utilizza slogan tipo "prima gli italiani" e ce l'ha su con gli stranieri-ma-solo-quelli-con-la-pelle-scura.
Magari è preoccupato perché la sua pelle è verde e di nome fa Click, io l'ho tranquillizzato dicendogli che nessun idiota è mai andato lontano ed i suoi cari sono al sicuro.
Non mi spaventano le cose atroci che puntualmente scriveranno i razzisti sotto al mio post, ma è COME scrivono, certo mi fa ridere, ma poi rimango sempre un po' sgomenta perché aiutare chi ha bisogno è una faccenda di cultura e non politica.