forse

martedì 17 gennaio 2017

Rivoluzione tanto all'ora

Oggi c'è Bora forte, quella proprio molto forte.
Non trovo una descrizione abbastanza efficace per un vento che magari sembra tanto violento perché fa baccano in una città di anziani?
Fa chiasso e scompiglia anche quei musoni che non parlano mai, ma suonano il claxon prima di tagliarti la strada, fa rumore mentre fa danzare assieme foglie secche e biancheria presa dai balconi, butta tutto per aria, aria gelata.
Parlare di vento, pioggia e varie faccende da cielo mi da anche l'ansia di produrre qualcosa di banalmente poetico e non mi piacerebbe.
Questa mattina, mentre giravo a vuoto in automobile per far riprendere la batteria, pensavo a tutte le parole rapite dalle orde di poeti che popolano il pianeta in allegra compagnia degli stuoli di fotografi del digitale: frammenti, briciole, brandelli con tramonti, nuvole e gattini; aliti, soffi e ombre con paesaggi, fiori e fiori e fiori: il mondo sembra inceppato.
La Bora forte è sempre esagerata, non conosce modiche quantità da pseudo-versi e non ha attimi da sillabare in scatti, le raffiche oltre i 100 km/h sono roba da duri e ruvidi consumatori di risate.
Rende tutto imprevedibile ed insolito come dovrebbe fare una rivoluzione.