forse

martedì 10 gennaio 2017

Ricordi dal flipper

Continuo a stare a casa, sembrano mille anni che è cominciata: una febbre banale e l'impressione di darci troppa importanza; stavo sul divano col il plaid addosso a guardare televisione morbosa aspettando di guarire.
Concludo il bollettino medico dicendo che si può stare così male da non riuscire a rispondere ai messaggi su Whatsapp.
Chi esce peggio da queste esperienze è il tempo.
Abbandona gli orologi e si dilata, si gonfia a dismisura e così la trama dei ricordi diventa assurdamente nitida anche per cose che ero proprio convinta m'importasse niente, ma i percorsi dei pensieri durante la febbre non si lasciano scegliere, ci si finisce come la pallina del flipper nella casella "bonus".
"La notte rimaneva davanti al televisore fumando, mangiando decine di yogurt zuccherati e perdendo consapevolezza di qualunque altra cosa.
Le prime volte D. faceva piano, non ci poteva credere che non ci avrebbe sentiti, eravamo giovanissimi, non sapevamo niente dei disturbi cognitivi, per noi quello era una via di mezzo tra uno zombie e uno stronzo.
Poi ti stanchi di qualunque cosa ché se non è di nascosto per davvero non diverte.
Quindi staccammo l'antenna a quel dannato televisore."
Ho anche dormito e fatto sogni veri di una banalità angosciante.