forse

sabato 3 dicembre 2016

Regali per forza

Sul percorso che separa la mia casa dal centro - quel luogo accattivante dove la gente uccide per un parcheggio - vi sono ben tre rotatorie, sono utilissime quando mi accorgo di aver dimenticato il telefono a casa o fare dietrofront, questa mattina, quando mi sono ricordata che il centro è invaso dalle bancarelle.
Non è chiara la ragione di tanta affluenza: molti ci vanno giusto per denigrare la merce, non comprare un bel niente ed accusare gli infreddoliti commercianti di fare i soldi a palate.
Se volevamo la dimensione dell'astensionismo è sufficiente a occhio nudo osservare quanta gente va per bancarelle e quanta per votare o partecipare a qualunque iniziativa che richiederebbe la presenza fisica... quella che non basta scrivere sui social je suis qualunquecosa.
Ecco perché sono tornata indietro, io che domani andrò a votare indossando il cappotto sulla tuta e nascondendo i calzettoni di lana azzurri dentro agli stivali, non ho voluto farmi ammaccare dalla folla che non va a votare perché tanto-non-cambia-niente.
Per finire, con la certezza matematica che tanto-non-mi-legge, devo confessare di aver regalato qualche anno fa un'orrenda statuina segna-tempo a una persona che detestavo, certi oggetti si trovano soltanto sulle bancarelle.
...poi ho smesso di frequentare gente cui bisogna fare i regali per forza.