forse

giovedì 29 dicembre 2016

Poesia di Capodanno

Le domande più idiote si conservano per la fine dell'anno, in fondo il Natale ha una sua dignità, magari religiosa, ma festeggiare non è mai stato un male, quindi con laico rispetto e mossa da pagano consumismo attraverso "quei giorni" in allegria e piacevole stordimento.
...poi c'è Capodanno.
Da bambina ho amato la spiegazione di mia madre di una festa per disfarsi delle cose vecchie e brutte, insomma si gettavano le bambole decapitate e le automobiline senza ruote... poi non so com'è stato che mi sono ritrovata a feste popolate da bambole decapitate e vari giocattoli rotti agghindati a festa e intenti a tracannare vini orribili-ma-costosi.
Mi han sempre dato un senso di disagio le persone  che stappano una bottiglia dicendo quanto costa e non cos'è. Mentre coltivo invidia per le donne che piangono e sanno fare scenate, le colloco sullo stesso piano di quegli uomini che alzano voce e mani sulle donne dicendo "guarda cosa mi fai fare"
... Quando mi viene da lamentarmi del cattivo governo dovrei tenere conto che questa gente vota, non è una consolazione, piuttosto è come dare un nome decoroso alla diarrea.
Per la fine dell'anno mi dedico una delle poche poesie che amo, di Rokko Smitherson da "IL LIBRO DE KIPLI"
DARE E AVERE
So di non aver dato molto nella mia vita...
So di non aver dato molto ai miei amici,
ai miei fiii,
a mi mooo,
r'cane...
So di non aver dato molto nella mia vita...
So di non aver dato molto a chi invece mi ha dato molto,
a chi mi ha amato e sorretto e aiutato.
So di non aver dato molto nella mia vita.
Ma quel poco...

lo rivorrei indietro.