forse

venerdì 2 dicembre 2016

Fa male lo stesso

Oggi è la giornata internazionale delle persone con disabilità, finalmente una giornata internazionale che mi riguarda personalmente. 
Parlare per le donne maltrattate anche se nessuno mi maltratta non è lo stesso di poter scrivere delle cinquanta sfumature di handicap, quando a maltrattarti è stata proprio la vita.
So che a guardarmi proprio non si direbbe e questa è una variante di handicap dove la gente mi scruta con sospetto perché non vado in giro con i certificati medici stampati sul maglione, ma qualcuno che mi piglia a male parole quando esigo il parcheggio blu lo incontro spesso.
In fondo anche chi mi conosce bene sembra incline a non concedermi nessun trattamento speciale per tutto quello che non-ce-la-posso-fare, la dignità diventa un puntaspilli: mi pare di passare parte della vita spiegando "perché non posso" e qualcuno (non tutti per fortuna) è capace anche di zittirmi con: "cheppalle! parli solo di malattie!"... dopo avermi costretta a spiegare perché non mi iscrivo alla Maratona di New York.
Seguono a ruota tutti quelli con i rimedi miracolosi e tutto quello che dovrei fare... solamente per farli sentire un po' meno a disagio, anche se dovrei essere io quella arrabbiata con le mie magagne.
Allora il luogo comune che i veri handicappati sono gli altri diventa una triste realtà: essi vogliono vedere sedie a rotelle, arti deformi o moncherini, devi "sembrare" sofferente e disagiata in modo da accontentare lo stupido immaginario collettivo: mostra le cicatrici o le budella, ma fatti commiserare a prima vista.
Naturalmente non ho intenzione di parlare del perché mi spetta il tagliando blu o scrivere un lungo elenco di gravi patologie di cui potrebbe soffrire una persona pur con l'aspetto "sano", credo sia sufficiente ricordare che a rispettare gli altri non si sbaglia mai e che esiste proprio un sacco di roba che non si vede... eppure fa male lo stesso.