forse

mercoledì 31 agosto 2016

Tra alti, bassi e mobili

Quelle "piccole cose quotidiane" che dovrebbero costituire l'equa dose di felicità necessaria per non uscire di testa possono anche andare male.
Non proprio evolvere in catastrofe, ma alimentare il malumore al posto di attenuarlo, questo sì.
Quando al mattino presto faccio analisi o visite mediche mi concedo il caffè shakerato.
Nel bar sotto all'ufficio lo fanno in modo eccellente, così il piccolo rito del caffè diventa una vera e propria coccola.
Vivo a Trieste - santo cielo, non è concepibile un caffè pessimo è alto tradimento... eppure, dopo aver fatto le analisi in zona piazza Oberdan, sono entrata in un bar ed ho chiesto un caffè shakerato alla bella ragazza bionda dietro al banco.
Ero l'unica cliente in quel momento - adesso so il perché, quindi soprappensiero mi sono messa a guardarla: in un bicchiere ha fatto un caffè talmente lungo che sembrava del tè, ha aggiunto un cucchiaino di zucchero e un cubetto di ghiaccio, ha coperto il bicchiere di vetro con quello in acciaio per i frappè e l'ha agitato.
Poi ha lottato qualche minuto perché i due bicchieri si erano incastrati, ha versato quella specie di brodo tiepido in un altro bicchiere...e me  l'ha messo davanti!
Insomma niente caffè, però è arrivato il catalogo Ikea.