forse

domenica 21 agosto 2016

Anni improbabili

Inaspettate e meravigliose giornate all'insegna di questo compleanno che comincia a sfumarsi dal dopo Ferragosto in poi: una festa continua.
Prima di tutto c'è il bello d'essere ancora qui dopo "tutto" ed avere la faccia tosta da non dimostrarli questi anni conditi di dolori e paure... ma anche di vittorie e soddisfazioni; sarà la faccia da scema di chi non riesce a concepire "arrendersi" che mi funziona meglio di qualunque "ritocchino", eppure ancora non sento il problema delle rughe quanto il timore di scordare qualche millennio che ricordo in quel modo vago, come quei gatti inesistenti che girano per la casa e si vedono bene soltanto con la coda dell'occhio.
Ma la vita è un po' stronza perché io le accetterei quattro rughe sulla faccia al posto del dolore cronico, però la sfiga e le fortune non si scelgono, sono soggettive come l'amore che ti prendi quello che capita o succede, salvo ritrovarti dopo qualche anno piena di domande senza senso e progettare una specie di ombrello mentale per non sbagliarsi mai più.
Ancora un anno è passato e con il pensiero comincio a strafare pensando ad altri dieci, venti... trenta?
Per fortuna non si contano a dozzine come le uova.
Forse alcuni passano ed altri no, non si riescono a digerire come succede con i peperoni e allora quelli indigesti non li dovresti neanche dichiarare, sarebbe una cosa antisindacale dimostrare anche gli anni in cui non sei riuscita ad esistere davvero.
La verità è che ho faticato così tanto per accettare di "vedere" mia figlia adulta che - a questo punto, merito di vederla anziana.