forse

mercoledì 13 aprile 2016

Terrore porta a porta

Oggi lo strillo del quotidiano locale sembrava uscito da un giallo "UCCISA DAL VENDITORE PORTA A PORTA".
Letto l'articolo emerge il dettaglio non meno inquietante sull'arma del delitto: un battitappeto.
Speravo fosse una bufala perché sembra il soggetto di qualche film di Almodovar degli anni '90, mi è ritornata in mente la casalinga che ammazza il marito con l'osso del prosciutto.
Immagino che di vendere una Folletto a Trieste se lo potranno scordare per un pezzo.
Qualche mese fa io sono stata presa a male parole da una fanciulla "finta ENEL", le chiesi il tesserino e a lei partì subito l'embolo quando le feci notare che era autentico come una banconota da dodici Euro e aggiunsi di tenersi bene alla larga dalla vecchietta della porta accanto.
Il giorno successivo la vidi andare via da un altro condominio scortata dalla Polizia.
Osservo che mentre tutti vivono con il terrore degli immigrati (nessuno di loro va in giro porta a porta), abbiamo una sorprendente fauna di delinquenti di casa nostra ai quali sembra piacere un mondo questa faccenda di andare "porta a porta".
Questo stupido assassino in carcere potrebbe riscrivere il manuale d'uso del famoso elettrodomestico diventato un'arma impropria, ma piuttosto efficace e in seguito potremmo vederlo ancora "porta a porta" a presentare il suo successo editoriale.
Magari do l'impressione di averci scherzato su, ma sono basita.