forse

sabato 23 aprile 2016

Cattivi pensieri

Mi piace rileggere le lettere del passato e stupirmi di quanto estranea possa apparirmi la mia stessa vita: sentimenti ed emozioni espressi mentre il vivere procede rendendo ogni eternità falsa, più che relativa.
Purtroppo quasi nessuno parla come scrive, anche se il vero dramma sono quelli che scrivono proprio come parlano.
Un esercito di dislessici urlanti trovano più credibile qualunque scritta purché convertita in immagine, questo è il mondo dei social: la verità dell'immagine, una questione di forma-to.
Ricordo uno scherzo dei tempi in cui dare dell'asino era un insulto e la burla consisteva nel far leggere la scritta "asino chi legge" dove chi legge stava per "tu che stai leggendo" e non come viene inteso al giorno d'oggi quando il chi è diventato chiunque.
Nulla diventa giusto perché "lo fanno tutti" e nel mezzo gaudio del comune male io preferisco sempre l'altra metà, quella che mi diverto solo io.
L'esistere s'è fatto un'attività equivoca popolata di manipolatori d'intenzioni, supponenti che suppongono e analisti del pensiero intenti a sovvertire i sentimenti umani: non si accontentano più di farti dire ciò che non hai detto, adesso sanno meglio di te quello che senti.
Ho imparato a non dire e lasciare tutte le ragioni a chi sembra farne una questione di vita o di morte, ma coltivo la speranza che si tratti di un pessimo comportamento.