forse

sabato 12 marzo 2016

I vecchetti di una volta

Esiste un'antica maledizione per cui mi ritrovo di sabato in qualche supermercato.
Ho ricordi di supermercati di altre città pieni di giovani, giovani con bambini schiamazzanti, con la musica e gli annunci in sottofondo non riusciresti a parlare al cellulare, ma può capitare di scambiare due parole con qualcuno.
A Trieste no.
C'è un silenzio innaturale. ti viene da parlare sottovoce come in chiesa, anche la musica in sottofondo è bassa... in molti utilizzano il carrello proprio come un deambulatore: a Trieste i supermercati sono pieni di anziani, anzianissimi e vittime.
Le vittime sono le persone di età compresa fra i trenta e i sessant'anni che devono subire ogni sorta di sopruso da parte degli anziani inaciditi.
Non domandano "permesso?", ti spostano afferrandoti per i glutei o per un seno... e che fai gli tiri uno schiaffo? a quell'età capace che l'ammazzi; le vecchie ti prendono direttamente a carrellate negli stinchi, si servono dal tuo carrello ché più comodo dello scaffale e puliscono la verdura prima di pesarla.
Ma il peggio è in prossimità delle casse.
Le mummie che fino a poco prima sembravano in procinto di defungere su una pila di uova di Pasqua corrono, son capaci di rinunciare ad un'acquisto pur di arrivare in coda prima di te... e non finisce qui. 
Una volta in fila il vecchio novantenne che hai alle spalle si mette a sbuffare soffiandoti sul collo raffiche di alito all'aglio, cerca di rimediare ancora una palpata e se non stai appiccicata a chi ti sta davanti ci si infila lui; quasi tutti ti guardano male perché hai sempre "troppa roba" nel carrello, alcuni esigono che li lasci passare perché hanno solo trenta articoli mentre tu ne avrai almeno trentacinque!
Devo ricordarmelo: la spesa si fa al venerdì, possibilmente mentre alla tv danno il TG regionale... i tempi cambiano, non ci sono più i vecchietti di una volta...