forse

lunedì 28 dicembre 2015

Lo scemo del villaggio

Dopo qualche giorno di silenzio, aspirine, caffè e solite cose, vi voglio deliziare con una leggenda, una storiella di quelle che si possono raccontare anche ai bambini.
La storia è quella dello scemo del villaggio... e tutti sappiamo che lo scemo del villaggio non manca mai, come il dottore, il farmacista e il maresciallo, il sindaco... tutti hanno lo scemo del paese.
Non è una carica istituzionale e spesso è benvoluto dai paesani finché non diventa molesto: in quel caso si tende a emarginarlo o, più civilmente, ricoverarlo in una struttura idonea.
Ma di solito lo scemo del villaggio non fa nient'altro che essere scemo e in quanto tale, egli interpreta ogni discorso alla lettera, i suoi limiti gli impediscono di cogliere l'ironia e i vari modi di esprimerci colorati o coloriti che tutti noi utilizziamo a piene mani.
Durante l'inverno in cui fece quel freddo insopportabile usavamo dire: "dovremmo incendiare tutto il bosco attorno al paese per scaldarci". Poi tutti a lamentarsi del lavoro, di quanto è faticoso e quanto ci piacerebbe starcene a casa a non fare niente! 
...eppure bisognerebbe proprio fare attenzione a ciò che si desidera scherzando e quelli che ci ascoltano senza comprendere.
Ne abbiamo dette di sciocchezze e paradossi perché mai ci saremmo immaginati che lo scemo del villaggio diventasse sindaco o anche più, per uno di quei casi che normalmente accadono nei romanzi o nelle vecchie favole che si raccontano ai bambini: lo scemo del villaggio ha dato fuoco al bosco e fatto licenziare un mucchio di persone e combina tanti guai...
Quella dannata frase: "i soldi non fanno la felicità..." anche quella ha preso alla lettera, poveri noi!
Infine sale su una sedia e sorridendo ci guarda dicendo: "Beh, non siete contenti? Grazie a me vedete avverati tutti i vostri sogni! Avanti, applaudite!"