forse

mercoledì 5 agosto 2015

Caro parrucchiere

Oggi non mi sembrava di avere niente di particolare da scrivere, so di non scrivere mai niente di speciale, scrivo le mie impressioni su quello che accade, quello che accade-forse e quello che vorrei accadesse.
Oziavo con un libro al sole con l'illusione di diventare scura, d'altra parte, potendo scegliere su cosa illudermi, preferisco quest'idea della tintarella a quelle che a volte mi sfiorano riguardo qualche uomo più o meno di passaggio: le illusioni sono bolle di sapone che si infrangono contro la realtà.
Gli uomini si mettono a parlare e la mia carnagione refrattaria al sole.
Insomma me lo volevo riposare per bene questo agosto bollente con i negozi chiusi e la gente nervosa e il compleanno con la festa, gli amici ed i regali. 
Ma a proposito di libri... perbacco, mi mancano alcune presentazioni del mio ultimo giallo: una è già stata fissata al 2 settembre.
Non ci si abitua mica, m'è preso il batticuore, l'iperattività e un attacco d'ansia: non posso presentarmi in pubblico con questa capigliatura, ci vuole un parrucchiere.
Mi sono immaginata questa sala gremita di persone e una bella signora d'improvviso si alza e mi domanda: "ma lei scrive così tanto da non avere il tempo di farsi fare i capelli?" e io rimango basita e un po' mortificata.
La signora ha ragione, sembro una che si pettina con il frullatore, ma non immaginate quanto detesto i parrucchieri.
Nel mio prossimo libro metterò un parrucchiere odioso che gli capiteranno un mucchio di problemi.
In fondo l'assassino sono sempre io... e poi andate a comprarlo questo libro che i parrucchieri costano.
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