forse

sabato 11 luglio 2015

Le parole di tutti

Strano questo continuo aspirare alle emozioni forti e dopo è il corpo stesso a ribellarsi, per lui gioia o dolore non fa troppa differenza: quando è troppo... è troppo, quindi ti stronca.
Uso tutto questo plurale, ma non lo so se poi è così per tutti, io di sicuro ho un fisico che ambisce ad una tranquilla esistenza semi-vegetativa e l'anima rivoluzionaria, spericolata e folle, spesso indosso la vita alla rovescia.
Tanto per dire che mi sento come un frullato in un periodo buono esattamente come in uno pessimo, sogno di rimanere a casa sul divano a guardare qualcosa di cretino alla tv, fissare lo smalto sulle unghie mentre si asciuga e consumare cibi pronti senza badare agli ingredienti.
Ho una passione perversa per la noia, quel non esistere davvero in un mondo sicuro e sempre uguale da lasciarmi la mente libera di stare altrove, scoprire storie e situazioni del mondo parallelo come i mucchi di foglie secche dell'autunno, parole che mi passano attraverso e devo scrivere perché non sono mie, sono di tutti.
Questa donna minuta ed importante, che ha vissuto la storia e tanta ne ha anche fatta sa dire con leggerezza quanto fa schifo il mondo e con squisita ironia ti indica che non è vero che non ci puoi far niente perché i cattivi sono stupidi e gli stupidi risultano ridicoli.
Che Lidia Menapace abbia presentato il mio giallo è stato come se qualche anno fa avessi avuto David Bowie a cantare alla mia festa di compleanno.
La vita è bella quando ti sfinisce.