forse

giovedì 25 giugno 2015

Patetici zerbini

Quando si è molto giovani raramente si fa distinzione tra amici e conoscenti. 
Avevo un'amica... oggi la chiamerei proprio una supposta quadrata, ma la giovane età e una ferrea educazione mi portavano a tollerare l'invasione di questa tizia che mi si installava in casa tutti gli anni, per l'intero mese di agosto.
Questa ragazza per me era proprio un'aliena: tentava disperatamente di mettere i miei vestiti, le mie scarpe e trovare qualcuno con cui accoppiarsi tra le mie conoscenze. 
Appena rimediava un "volontario" diventava una vera zerbina... preparandogli anche cenette a lume di candela - in casa mia - una vera Robin Hood del sesso: prendeva a me per dare a lui, anche i biscottini della mia bimba piccola.
Nemmeno riuscivo a dirlo che la questione era di dignità, tentavo debolmente di sconsigliarle quei comportamenti, ma c'era il timore di passare da egoista.
A saperlo l'avrei fatto molto prima: le ho ricambiato la visita, mi sono fermata una settimana solamente, ma per tutta la settimana ho detto solo la verità a tutta la gente che mi presentava: credevo non avesse nulla da nascondere; non l'ho mai più sentita.
Pensavo che la pratica di zerbinarsi fosse più una roba da maschi, quelli che sperano di portarti a letto e ti fanno un mucchio di favori non richiesti, regali e intrattenimenti vari... poverini.
La vita mi sorprende ancora, adulta fra gli adulti, con la scoperta di un nuovo genere di zerbinaggio non finalizzato all'accoppiamento per cui proprio me ne sfugge la ragione. 
Eppure esiste: chiedono favori in conto terzi/terze per risolvere problemi palesemente immaginari ed osservo persone che reputavo intelligenti credere a sciocchezze inaudite che si zerbinano in cambio di un bel niente mentre il confine tra il ridicolo ed il patetico si assottiglia.
Forse è un tipo di zerbinaggio psicologico? Ma non azzardatevi a dire a uno zerbino che lo stanno prendendo in giro, i buoni amici sono quelli che sanno fingere di non aver capito.