forse

martedì 16 giugno 2015

Due a uno

Decontestualizzare è una pratica ignobile molto utilizzata da giornalisti scadenti e politici in malafede, ma il fatto sconvolgente è che sta diventando uno sport praticato anche dalle persone comuni, i più abili lo fanno anche mentre stai parlando.
Provate ad immaginare una frase banale come: "Non posso mangiare la carne perché domani devo fare le analisi del sangue e mi falserebbe il valore del colesterolo."
C'è chi ti interrompe subito dopo il "non posso mangiare" con qualcosa tipo "ah, sei a dieta!"
Se parli abbastanza in fretta e riesci a dire anche il "non posso mangiare carne..." puoi rimediare un odioso: "che palle con tutte queste fissazioni sul cibo!" e dio non voglia che a quel punto riesci a far pervenire il "devo fare le analisi..." l'aggressivo e maleducato interlocutore certamente prenderà ad inveire contro le analisi, i medici e quante fissazioni...
Ad un certo punto vi rendete conto che state più o meno litigando perché non vi lasciano parlare e sarete immancabilmente stroncati con qualche simpatico: "ma fai come ti pare, a me che cosa importa!"
Penso con orrore ai discorsi "riportati" da questo genere di persone, ti faranno rimpiangere quei bei pettegolezzi pieni di dettagli immaginari.
Si dice che l'essere umano ha il "dono della parola", invece il vero dono è quando riesce ad ascoltare e comprendere. 
Anche in questo caso è tutta una questione di numeri: 2 orecchie e 1 bocca... e una ragione ci sarà, perché la vita non è un talk show condotto da Michele Santoro.