forse

venerdì 13 febbraio 2015

Ragionevole

Oggi sarei in ferie, eppure mi sono svegliata lo stesso tanto presto perché ci si abitua anche o soprattutto alle cose cretine: svegliarsi presto e desiderare di dormire ancora, strappando i cinque minuti e i quarti d'ora alla colazione, il trucco e tutto quanto di rinunciabile si trova in quella poca vita tra la doccia e la porta di casa.
Mi sono svegliata con il collo a quadro di Picasso e gli occhiali stampati sulla faccia: se leggo non riesco a distinguere il sonno quando arriva, entro dentro alla storia ed è come se stessi già sognando.
Quindi ho il tempo di farmi una spremuta da brava salutista occasionale, il pane tostato con la marmellata preferita e quel caffè lungo che sembra piacere solo a me.
Mettermi qui a scrivere senza troppo senso né grandi significati è come stiracchiarsi sulle lancette dell'orologio e mi imbroglio aspettando di avere fretta, l'effetto delle medicine e riuscire a dare importanza a quelle cose che volevo fare, ma rimanderei ancora se non fosse che quando riesci ad infischiartene abbastanza è perché la nausea non ha mai nulla di ragionevole, che sia per i farmaci o per le notizie del mattino.