forse

domenica 8 febbraio 2015

Il maschio amaro

PH. FRANCO WENDLER
"Nostra Dea" di Massimo Bontempelli è uno dei classici del teatro italiano: la donna priva di personalità che prende vita a seconda dell'abito che indossa... la prima volta che l'ho vista ero bambina, ma ne ho compreso perfettamente il senso.
Per il resto della vita mi è ritornata in mente osservando degli uomini, molto più inclini delle donne ad indossare divise ed uniformi.
Non hai dubbi se vanno a pesca, in bicicletta o a caccia, sono vestiti fino all'ultimo accessorio... e poi le vanitose siamo noi.
Oltre a questo "vestirsi da" ho osservato più d'una volta un fenomeno davvero impressionante: il clone, uno che scimmiotta un maschio alpha.
Mi sono domandata come mai una persona apparentemente intelligente non ritenga di sviluppare le proprie inclinazioni, interessi o desideri piuttosto di vivere interpretando la brutta copia di qualcuno. Di solito si tratta del migliore amico o qualcuno che frequentano in modo assiduo, anche un collega può andar bene; ho idea che sia un modo per non pensare, una specie di vivere per interposta persona, ma tutto sommato è solo un non esistere.
Il maschio alpha è quello che si scorda di zuccherare il suo caffè e da domani tutti lo prenderanno amaro.