forse

sabato 27 dicembre 2014

E addio mammoni

Immagine dal web: Anna Karenina
Si vede che non sapevo più cosa sognare, volevo dormire ancora, il mio sogno è diventato una noiosa coda in banca.
Non ha molto senso sognare di fare la fila in una banca, soprattutto non è un sogno, spesso diventa un incubo in cui ti domandi quanto del tuo futuro trascorrerai in quel modo.
La mia assurda attività onirica si è trasformata in sogno in modo blando: la banca era dotata di una piccola sala d'attesa con poltrone ed altra gente, tra i quali un affascinante signore russo.
Il fatto che le vecchie Lire nel sogno valessero un mucchio di Euro fa capire che era proprio un sogno, ma di realistico c'erano quei modi magnetici e galanti dello straniero.
Avevo molte ottime ragioni per non volermi svegliare.
Mi è rimasta in mente questa bella riflessione: gli stranieri vanno pazzi per noi italiane e sono sorprendentemente interessanti. 
Mentre noi povere sceme continuiamo a farci rompere le scatole dai nostri connazionali, questi magnifici signori sognano di avere a fianco una vera donna di classe: un'italiana.
Loro non sono cresciuti all'ombra del Papa e non ti parlano continuamente della madre, conoscono la differenza tra l'essere o l'avere e a letto sono catholicism free: non nutrono il bisogno di sentirsi trasgressivi e cavolate varie. 
Nei sogni trovo grandi spiegazioni dentro a piccoli fotogrammi di vita immaginabile.