forse

martedì 26 agosto 2014

Futuro che fu

PH. FRANCO WENDLER
Oggi non avrei scritto qui.
Scrivo già così tanto altrove, di altre cose, scrivo per tante ore da avere voglia di distrarmi in qualche centro commerciale a stordirmi di vetrine illuminate piene di cose che non riesco a desiderare.
Ho smesso quando ho capito che in quel mio vuoto ci potrei mettere qualunque oggetto senza riuscire a colmarlo, è un vuoto di sensazioni, di quelle cose che so soltanto io e qualche altro alieno sul pianeta: noi che ricordiamo quei tempi che ogni storia ha voluto ignorare.
Forse abbiamo anche scordato del perché si tace. Ci si affeziona al silenzio, come una comoda poltrona dove nessuno ti disturberà.
Ricordo quando mi ha fatta ritornare indietro per la paura che stesse male: invece quel sangue era il mio che stavo andando già via.
Mi fece tornare indietro e poi mi spazzolò i capelli come niente fosse accaduto.
Pochi hanno il potere di ricordare, tanti hanno il potere di illudersi: questo genera tedio.