forse

lunedì 17 febbraio 2014

Dear Matteo

Io quella cosa lì non mi sento di chiamarla più "politica", quella gente non sono uomini politici, molti nemmeno uomini (nel senso di umani) e le ministre... mammamia! Faranno ritornare di moda quelle orrende barzellette che volevano le donne tutte un po' oche/imbranate.
Ho riso di cuore alla vista di Alfano con quella sua faccia da "scorpaena scrofa", probabilmente davanti ad un gioco di specchi, tuonare di "inutili idioti", con quell'enfasi tipica delle persone con evidente ritardo cognitivo.
L'ha ripetuto più volte perché l'applaudivano con entusiasmo, era un equivoco: gli applausi erano per all'outing, invece lui credeva di aver detto qualcosa di intelligente.
Insomma, quest'ulteriore colpo di stato vediamo di subirlo con animo da buonisti sognatori.
"Caro Matteo,
non dire mai più a nessuno "stai sereno" perché le mutande di acciaio non si trovano più.
Cos'hai fatto per trovarti proprio là, oggi, lo sapete soltanto tu, Dio e Silvio Berlusconi, ma visto che ci sei, prova a farti un poco perdonare levandoci di torno tutti quegli inetti inconcludenti con l'etichetta da ministro-di-qualcosa. Comportati un po' meno da figlio illegittimo e ricordati che i burocrati son più dannosi della Lorenzin alla salute, se proprio vuoi tenerla falle fare qualche corso di cultura generale, magari per corrispondenza.
Angelino è meglio rimetterlo nell'imballaggio e vedere se te lo cambiano, magari con un frullatore o uno di quei robot che girano per la casa spolverando i pavimenti.
Non sei obbligato a darci qualche ministro di colore, ma se "devi" sappi che esistono persone di colore intelligenti.
Coraggio Matteo, adesso sei tu quello che deve stare sereno"