forse

sabato 1 dicembre 2012

Dopo mezzanotte

Sono uscita, ho fatto il mio dovere (il sabato mattina è il Male) e sono rientrata in tempo utile per una ulteriore dimostrazione di inutilità.
La cosa più interessante della lingua italiana sono i giochi di parole: si riesce a dire in modo buffo ciò che, concettualmente, si potrebbe riassumere in una parolaccia.
Quando non si ha nulla da fare, si finisce col dare importanza eccessiva a cose di poco conto e questo non è patologico fino a quando se ne conserva la consapevolezza: ancora una seduta inutile dalla psicologa, lo so, ne sono consapevole e... non nuoce.
Di recente ho letto un libro che non era una gran cosa, si poteva fermare a pagina 15, dopo aver scritto l'unica cosa intelligente: "chi ha subito un danno sa che sopravvive", nel libro questa sarebbe la spiegazione della pericolosità di una persona che, in effetti, ha combinato un bel pasticcio.
Ho sempre detestato uscire il sabato sera: è la serata dei provinciali, di quelli che escono solo quella sera, si tirano troppo a lustro, mettono troppo profumo e vogliono divertirsi ad ogni costo, anche quando i loro indumenti non lasciano dubbi sulla cena a base di fritto e il loro alito ricorda l'antipasto "di pesce"... è come a carnevale e capodanno.
Se proprio si deve uscire, dopo mezzanotte, quando sono tutti andati a dormire per essere arzilli e fare lunghe code in automobile per qualche angosciante gita della domenica.
Insomma, si sopravvive.